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Appalti verdi in edilizia - pubblicati nuovi CAM

Edilizia

1 febbraio 2016

Con il Dm. 24 dicembre 2015 (Gazzetta ufficiale 21 gennaio 2016) sono stati pubblicati n. 2 criteri ambientali minimi per:

  1. l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione (allegato 1);
  2. le forniture di ausili per l’incontinenza (allegato 2).

Con la pubblicazione di tale decreto aumentano i settori per i quali la Pubblica amministrazione è obbligata ad acquistare prodotti e servizi green, come disposto dalla recente legge "Green Economy".
Il legislatore ricorda all'art.2 del suddetto decreto che le stazioni appaltanti dovranno comunicare all’Autorità Nazionale Anticorruzione i dati sui propri acquisti fatti in conformità con i Criteri Ambientali Minimi, nel rispetto delle modalità indicate nelle apposite schede di rilevamento predisposte dall'Autorità suddetta.

1. CRITERI AMBIENTALI MINIMI per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione

Tale tipologia di affidamento rientra nella categoria merceologica dell' "EDILIZIA" prevista dal Piano d'Azione Nazionale (PAN) sul GPP. L'utilizzo di CAM consente alla stazione appaltante di ridurre gli impatti ambientali degli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione/manutenzione degli edifici, considerati in un'ottica di ciclo di vita.

Tra le indicazioni generali viene posto l'accento sulla questione secondo cui la stazione appaltante, prima della definizione dell'appalto, è chiamata ad effettuare un'attenta analisi delle proprie esigenze preferendo, alla costruzione di nuovi edifici, l'adeguamento degli edifici esistenti ed il miglioramento dello stato ambiente di quanto già costruito anche attraverso il recupero dei complessi architettonici di valore storico artistico. Valutare dunque le varie alternative in un'ottica di ciclo di vita (condizioni di utilizzo, costi, impatto ambientale).

La stazione appaltante, in caso di demolizione, dovrà scegliere quella di tipo selettivo piuttosto che quella non selettiva, affinchè il materiale recuperato in fase di demolizione e avviato al riciclaggio sia il più omogeneo possibile.

La tutela del suolo e degli habitat naturali trova un paragrafo a sè all'interno del suddetto allegato. Una valutazione costi-benefici nella visione del ciclo di vita, effettuata attraverso il metodo LCC (Life Cycle Costing), deve trovare ampia trattazione nella relazione che la stazione appaltante dovrà richiedere al professionista incaricato prima di procedere ad un appalto di lavori pubblici, quale strumento utile per operare la scelta consapevole sul recupero di edifici esistenti o demolizione e nuova costruzione.

Secondo le nuove direttive sugli appalti (direttiva 2014/24/UE) e secondo anche quanto verrà previsto dalla nuova normativa nazionale sugli appalti pubblici (è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge delega per la Riforma del Codice Appalti - Legge 11/2016 - che fissa i criteri con cui il Governo dovrà adottare il decreto legislativo per il recepimento delle direttive europee. La norma entra in vigore il 13 febbraio 2016 e getta le basi del nuovo Codice Appalti, che dovrà essere approvato entro il 18 aprile 2016 per sostituire il D.lgs 163/2006), occorrerà utilizzare il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, seguendo un approccio costi-efficacia, quale criterio di aggiudicazione degli appalti, anche nei servizi ad alta intensità di manodopera.

Si parte dall'oggetto dell'appalto che dovrà essere a ridotto impatto ambientale e fare riferimento ai criteri ambientali suddetti. Segue la selezione dei candidati con il sistema di gestione ambientale (EMAS, ISO 14001 o equivalenti).

Sono identificate le specifiche tecniche per gruppi di edifici analizzate come segue:  territorio e ambiente, approvvigionamento energetico, riduzione dell'impatto sul microclima e dell'inquinamento atmosferico, infrastrutturazione primaria, infrastrutturazione secondaria, rapporto ambientale.

Tra le specifiche tecniche dell'edificio assume importante rilievo la diagnosi energetica utile per definire la prestazione energetica  e le azioni di riduzione del fabbisogno energetico della struttura stessa. Gli altri aspetti da considerare riguardano il risparmio idrico e la qualità ambientale interna (intesa come illuminazione, aerazione, schermature solari, comfort acustico, etc.).
 
Nelle specifiche tecniche dei componenti edilizi viene richiesto l'utilizzo di materiali riciclati (materia prima seconda recuperata o riciclata) almeno per il 15% in peso dei prodotti valutato sul totale di tutti i materiali utilizzati e che almeno il 50% dei componenti edilizi sia riciclabile o riutilizzabile a fine vita.

Come criteri specifici è stato previsto che:

  • i calcestruzzi devono avere un quantitativo minimo pari al 5% in peso di materia riciclata;
  • i materiali e i prodotti in legno devono provenire da fonti legali e da boschi gestiti in maniera responsabile e/o sostenibile e/o essere costituiti da legno riciclato;
  • i laterizi per muratura e solai un contenuto di materia riciclata di almeno il 10%, mentre quelli per pavimenti, copertura e muratura faccia a vista per almeno il 5% in peso;
  • il contenuto di materia prima seconda recuperata o riciclata deve esser pari almeno al 30% in peso sul totale dei componenti in materia plastica utilizzati;
  • etc.

Le specifiche tecniche del cantiere riguardano in particolare la fase della demolizione e rimozione dei materiali e le prestazioni ambientali da garantire a tutela del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, riduzione delle emissioni, etc..

Seguono alcuni criteri premianti atti a selezionare prodotti e servizi più sostenibili di quelli che si possono ottenere con la considerazione dei soli criteri di base.

L'allegato 1 si conclude con le clausole contrattuali che definiscono le condizioni di esecuzione (criteri di base) tra cui trova posto la clausola sociale a tutela del lavoratore.

2. CRITERI AMBIENTALI MINIMI per le forniture di ausili per incontinenza

Gli ausili per l'incontinenza utilizzati sono ad oggi costruiti utilizzando la pasta di cellulosa in fiocco (fluff) e da polimeri.

I criteri ambientali proposti riguardano la scelta di prodotti costituiti da polpa di cellulosa proveniente da foreste gestite in maniera "responsabile". Sono poi indicate quali sono le sostanze pericolose che non devono essere presenti in suddetti materiali.

Ad ultimo,  gli imballaggi devono rispondere ai requisiti di cui all. F parte quarta del D.Lgs 152/2006 (Testo Unico Ambiente) ed essere costituito da fibre riciclate per una percentuale minima dell'80% in peso rispetto al totale (imballaggio secondario). 

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