InFEA Olbia - TempioInFEA Olbia - Tempio

Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti


Sezioni del sito:


Contenuti

Periodo Sabaudo: progetti di sviluppo

Ai primi del '700 la Sardegna passa dal controllo spagnolo a quello sabaudo. Il governo piemontese manda esploratori, cerca di capire se è possibile uno sviluppo economico per l'isola.

Il 20 agosto 1739, l'ingegnere Craveri presenta un "Progetto, calcolo et instruzioni per aprire la bocca del porto di Terranova". La stretta imboccatura del porto olbiese, potenzialmente ottimo approdo per le imbarcazioni, da diversi secoli era ostruita, con un fondale non sufficiente al passaggio di navi di grandi dimensioni.
La memoria popolare spiegava l'ostruzione dell'ingresso come voluta dai genovesi nel periodo di guerre tra Pisa e Genova attorno al XIII secolo. Pare non ci siano prove certe di questa operazione, eseguita, si diceva, affondando vecchie navi.
Quello che Craveri sapeva con certezza è che era necessaria la rimozione di sabbia e detriti portati dal "fiume Padrogiano che sbocca in poca distanza". Questo progetto di rinascita del porto rimase, però, lettera morta (Argiolas e Mattone 1996: 144)
Nella primavera del 1747, l'intendente generale, conte Francesco Cordara di Calamandrana, redasse una "Relazione a Sua Eccellenza del giro fatto da me sottoscritto nei luoghi disabitati ed incolti della Sardegna per riconoscere terreni proprii a nuove popolazzioni" (ibid.: 145). Il progetto fallì, ma il testo contiene descrizioni interessanti del territorio di Terranova.
Sul salto di Padrogiano: "di gran distesa, il terreno vi è inestimabile, vi sono fiumi, ma l'aria è cattiva ; i pastori che vi sono nulla pagano al signore...". A Capo Ceraso: "altro terreno incolto ed ottimo per la coltura", ma la costa è infestata dai pirati barbareschi (ibid: 145).

Molte buone intenzioni, ma la situazione nell'area del Padrongianus e della Gallura costiera restava, alla resa dei conti, la stessa: coste malariche; zone sottopopolate; sfruttamento del terreno a pascolo con frequentazione stagionale di pastori transumanti; insenature e porti frequentati da navi saracene (fino ai primi dell’800) e contrabbandieri locali e corsi .
La fine dell'800 segna l'inizio di un certo sviluppo, evidenziato nella crescita demografica. Il porto viene riavviato alle attività e al traffico passeggeri con la penisola. Quegli anni sono segnati dallo sfruttamento intensivo dei boschi per farne carbone, che veniva ammassato ai porti (Terranova era uno degli imbarchi) e spedito in continente. Ci sarebbe da capire in che misura il Padrogiano sia stato colpito dal disboscamento in quegli anni (i monti circostanti, per es. Monti Nieddu, sono stati sicuramente "toccati" dalle asce dei boscaioli). Il disboscamento delle colline e dei monti ha causato un peggiorato controllo del regime torrentizio, con conseguente aumento degli allagamenti nelle piane costiere (Tognotti 1999). Ne deduciamo che proprio in quegli anni gli effetti della malaria si sono di molto esacerbati anche nella piana di Spirito Santo-Padrogiano.

Segui InFEA OT su:  Facebook     Twitter     YouTube     Google+                          Segui Parco Fluviale Padrongianus su:  Facebook     Twitter     Instagram     Tripadvisor